chi siamo

“Da grande voglio fare l’enfant prodige.”

Dania, al secolo Daniela Farnese, nasce a Napoli negli anni d’oro della disoccupazione organizzata.

A 14 anni emigra con la famiglia nel produttivo Nordest, dove inizia a praticare il dissenso politico, la ricerca teatrale, la colta ribellione e la moderata accidia.

Abbandona giovanissima il tetto materno per trasferirsi prima a Venezia, poi a Parigi, poi a Padova, poi di nuovo a Venezia, poi al Cairo, poi a Venezia. Laureatasi in Lingue e Civiltà Orientali (arabo ed ebraico) con il massimo dei voti, parcheggia la sua carriera teatrale in seconda fila e inizia a collaborare con l’Università veneziana.

Nel 2003, anno della Legge 30 sul mercato del lavoro, apre il blog e diventa per tutti la Dottoressa Dania.

Abbandona la carriera universitaria per iniziare un brillante percorso di precariato, collaborando con enti culturali, produzioni cinematografiche, società di servizi e organizzazione di eventi, agenzie di comunicazione e riviste online. Cerca di recuperare il teatro, dopo qualche anno, e scopre con rammarico che il carro attrezzi l’ha già portato via.

Inizia a collezionare scarpe e decide di trasformare una delle stanze di casa sua in una enorme scarpiera.

Nel 2011 si trasferisce definitivamente a Milano, pubblica il libro , ed. Newton Compton, ma ama gli uomini più del caffè.

Divide l’appartamento con una gatta e moltissimi ombretti.

Pratica la pigrizia con estrema devozione.

Ha dato fuoco al calendario per poter continuare a raccontare di avere ancora 25 anni.

“Sono figa.
Non posso essere anche simpatica”

Veronica Benini, classe 1976 ed appassionata di tacchi, ha riunito in un’unica disciplina tutte le sue passioni per creare il metodo di camminata 12Camp ed insegnarlo, attraverso workshops pubblici o lezioni private, a tutte le donne che desiderano cammianre su tacchi con eleganza e senza soffrire, diventando la prima Twelve Coach d’Italia. Ha collaborato con il parlando di tacchi e sta scrivendo un librino molto taccoso con Sperling & Kupfer che esce nel 2013.
“Il nostro corpo è una struttura complessa, lavorando in ingegneria civile dopo una laurea in architettura, ho capito che i piedi sono le nostre fondazioni ed il nostro scheletro si comporta in modo molto simile a quello di una struttura complessa come può essere, appunto, quella di un grattacielo.”

Ex ballerina classica, runner e praticante di yoga, Veronica tiene attivo il suo corpo tenendo conto delle insidie dei tacchi: “I tacchi alti modificano la postura, la “cambrure” del piede è questione di stiramenti, come nella danza classica, ma bisogna anche sapere scendere dai tacchi, perché non è la postura naturale che detta ma natura per il nostro corpo”

I tacchi fanno male?

“Si, i tacchi fanno male, ma li si può indossare con le dovute precauzioni, per esempio allenando la caviglia con stiramenti ed esercizi mirati, per salire di tacco piano piano. È anche molto importante saper “scendere” dai tacchi nel modo corretto, ossia facendo stiramenti per evitare l’accorciamento del tendine d’Achille, e massaggiare i metatarsi”

Il suo personale parla soprattutto di cose da bionda: rossetti  rossi hollywoodiani e tacchi molto alti. Ha un chiamato “SporaPills” dove ogni mercoledì sera parla da sola davanti a una minicam in giro per la giungla o gli aeroporti, ma anche dal suo boudoir dove propensa consigli vitali come l’importanza di mettere il tonico viso in uno spruzzino.

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